GTV2000 - La Collezione

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12/16/2017 8:41 PM
 
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Alfa Romeo Bimotore Milestone Miniatures
Rimaniamo anteguerra, e andiamo giù fino a... Modena.

Si tratta, ricordiamolo, della prima auto che abbia mai recato il cavallino sulla mascherina, anche se costruita con pezzi Alfa Romeo, in quanto a Scuderia ufficiale Alfa per le corse.

Del modello, a dire il vero, non sapevo prima di vedere questo esemplare in vendita. Era si' nell'elenco di Fer, ma non avendo mai visto né il modello stesso né nessuna foto, era passato inosservato.

Della Milestone Miniatures, marca inglese di modelli in metallo bianco, avevo gia parlato qui, presentandone i due modelli di Disco Volante spider e coupé

Questa Bimotore fa parte di una serie "Brooklands", e infatti riporta sulla scatola la menzione "1937", cioè la vettura csoi" come fu venduta a Arthur Dobson che l'inscrisse a varie gare inglesi dell'anteguerra, incluso a Brooklands.

Il modello è fatto bene, con ruote a raggi molto fini, ma dà un po' l'impressione di essere "goffa", forse un po' corta e grassotta. Anche se a guardare bene certe foto non è tanto fuori proporzioni.



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12/16/2017 8:54 PM
 
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Di Milestone Rampini ci insegna solo che è una ditta creata nel 1990.

Le Disco Volante sono a quanto pare tra i primi modelli, mentre questa Bimotore, invece, reca il numero 24 nella serie Spirit of Brooklands, con una scatola che riporta solo le prime 12 uscite. Si trattava di un modello venduto montato.

Sul frontale manca proprio il cavallino, e le ruote sembrano proprio cilindriche...

Ma la specifica della sospensione corrisponde si' alla revisione fatta prima della vendita, con l'assale Dubonnet sostituito dalle sospensioni indipendenti Alfa/Porsche delle 6C e 8C.

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12/16/2017 8:56 PM
 
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La vista 3/4 posteriore rende bene. In realtà Dobson aveva dovuto montare scarichi più voluminosi, i cosidetti "Brooklands" appunto, ma erano poco graziosi.

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12/16/2017 8:57 PM
 
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Forse gli mancherà qualche mm di lunghezza...

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12/16/2017 8:59 PM
 
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Sotto non reca nessun tipo di scritta, sicché a trovarla senza la sua scatola non c'è nessuna indicazione della marca.

Troviamo lo schema di trasmissione / sospensione della Tipo B adattato al montaggio del secondo motore posteriore.

[Edited by gtv2000 12/16/2017 9:00 PM]
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12/22/2017 8:48 PM
 
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FS E333 Frejus
Siamo sotto Natale, e cio' mi dà lo spunto per uscire un po' dai sentieri battuti. Strizzando l'occhio a qualche amico che di sicuro ci legge.

L'ultimo modello prensetato, la Bimotore, è anche un'Alfa un po' speciale, in quanto a, diciamo, mezza Ferrari. Ma è pur sempre un'auto da corsa, poco ortodossa, come ci si aspetta di un'Alfa Romeo.

Qui cambiamo decisamente registro. Ci sono le ruote. Ecco. Basta. Per il resto, il mezzo ha poco da spartire col "core business" dell'Alfa Romeo nella maggior parte della sua storia. Eppure era invece il "core business" della sua epoca.

Stiamo parlando della riorientazione industriale comiuta da Nicola romeo nel 1918: alle macchine pensava poco niente, mentre aveva calcolato che nell'Italia dissanguata dalla grande guerra, era più facile fare affari con lo Stato committente: la ricostruzione avrebbe necessitato di ripristinare e potenziare le ferrovie, per cui Romeo investi' i suoi profitti di guerra nell'acquisto di costruttori ferroviari, facendo un' affare fin troppo grosso per lui con la Maschinenfabrik Esslingen di Saronno.

Avevo già fatto un'escursione da quelle parti un anno fa con la vaporiera 740 della Rivarossi.

Tipiche della produzione Romeo degli anni 20 sono pero' le locomotive elettriche trifase. Purtroppo, i modelli in scala sono rari e carissimi. Due i modelli ce hanno prestato un servizio significativo alle FS: la E552 per treni merci e la E333 per viaggiatori.

Ecco che ho ritrovato la foto a cui pensavo per illustrare le tre locomotive più significative della Romeo a Saronno:



Ebbene, mentre la E552 rimane ancora una meta lontana nelle sue esecuzioni artigianali in pochi esemplari, sono riuscito a mettere mano su una E333 di una marca del tutto sconosciuta, quindi anche qui probabilmente prodotta a pochi esemplari, ma che mi è costata una frazione di quanto vanno le Metropolitan, il modelo "di riferimento" in scala HO.

Si tratta quindi di una FS E333 di marca Frejus. La confezione è molto curata, ma invece non ho nessuna informazione sull'artigiano dietro a quella marca.

[Edited by gtv2000 12/25/2017 12:16 PM]
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12/22/2017 8:55 PM
 
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Dicevo dela bella confezione, si vede sullo sfondo la scatola in velluto azzurro, con le targhe costruttore in rilievo.

Il modello l'ho dovuto aggiustare un po', e qualche difetto ce l'ha ancora , magari potrei rimediare a qualcosa.

Al prezzo della presenza dei fasci per il rigore storico, preferisco questa livrea nera col rodiggio rosso al marrone castano del dopoguerra.

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12/22/2017 8:56 PM
 
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Anche la fanaleria d'origine, a petrolio, è più bella dei fari eletrici, piccoli, montati dopo.

Ecco invece la E333.033 a fine carriera, coi fanali elettrici:

[Edited by gtv2000 12/25/2017 12:21 PM]
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Questa foto la mostra nelle condizioni in cui mi è arrivata.

A parte qualche macchia di vernice che ho ripulito senza problemi, erano soprattutto i finestrini ad essere imbrattati di colla.

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12/22/2017 9:08 PM
 
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Sono riuscito a pulirli meglio di quanto avrei pensato ma alla fine, sotto certi angoli l'acetato sembra pieno di piccole incrinature.

Non so se è stato il diluente usato per rimuovere la colla a fare questo effetto, o la colla stessa, qualcos'altro. Ma il problema non è in superficie, è nella massa.

Quindi si tornerebbe all'ipotesi di rifare finestrini puliti ex-novo, o accettare che se lo guardi sotto una certa luce va bene, mentre sembra opaco sotto altri angoli.

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12/22/2017 9:15 PM
 
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Esiste un'esemplare conservato e restaurato al museo ferroviario di Pietrarsa, che è la E333.026.



[Edited by gtv2000 12/22/2017 9:16 PM]
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12/25/2017 10:50 PM
 
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Pure mio papà, fermodellista esperto sopratutto di materiale rotabile italiano, non conosce sto produttore artigianale frejus
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1/2/2018 3:12 PM
 
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Re:
cg_76, 10/12/2017 18:43:

Interessante, tuttavia mi piacerebbe capire quanto siano vere riproduzioni e non semplici speculazioni... Intendo, come Alfa non penso siano mai usciti, magari come carrozzieri? O son semplici lavori di meccanici atti a reimpiegare mezzi usati?




Ho ritrovato una foto a cui avevo pensato per documentare i camioncini su telaio Alfa 6C.

Mi sembra probabile che il "camioncino 1500" che ancora esisteva nel 1945 fosse un veicolo ufficiale di assistenza alle corse. Su questa foto del GP d'Italia 1931, vediamo sull sfondo, a sinistra une dei primi camion Alfa T50 su licenza Bussing, e sulla destra due automezzi che sembrano di corisipondere alla descrizione: uno è il camioncino telato, l'altro un'autobotte. Si nota che l'autobotte ha la cisterna notevolmente più piccola di come l'hanno fatta Autohobby e Lehmann.

La stessa autobotte appare anche qui nel 1930:


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1/2/2018 7:19 PM
 
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Mamma che foto stupende! Bellissime!!!!
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1/3/2018 6:18 PM
 
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Belle si. La grande è nel libro dei Salvetti sui camion, ma l'hanno un po' tagliata a destra, che sul libro non si vede l'autocisterna. Non sono sicuro si tratti di un telaio 6C, perché ad occhio, la ruota anteriore sembra più piccola di quella del camioncino telonato. Invece sul libro si legge meglio, e meglio ancora sul libro Mille Miglia (la foto è della MM31) dove l'inquadratura di Campari e Nuvolari è più larga: ALFA ROMEO banco prova aviazione - carro botte.
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1/4/2018 6:52 PM
 
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Mercury N°2 "Farina" Alfa 6C2500S
Sui camioncini 6C ci sarà ancora da approfondire, poi chissà che daranno un nuovo spunto per riprodurre in scala dei mezzi non solo Alfa Romeo, ma anche di rilevanza storica nella loro funzione presso l'Alfa stessa.

Come primo modello presentato nel 2018 in questa sezione, prendo un'auto che sono stato felicissimo di veder entrare nella mia vetrina. Perché piena di fascino ai miei occhi. Perché rarissima, quindi non avrei neanche pensato troppo di metterla in collezione, ne avevo visto una sola prima di questa, ad un prezzo spropositato. Mi c'è voluto un po' di fortuna per prenderla al volo, e ho anche temuto si fosse persa per un disguido del postino. Per fortuna (di nuovo) il disguido era solo sul codice della spedizione, mentre il pacco era li', anche se non più repertoriato. Ovvio che non sono stato li' con le mani in mano, e l'ho fatta cercare...

Sul catalogo, non sarebbe nemmeno un'Alfa, ma solo "Farina". Eppure è inconfondibile, per chi la conosce. E si capisce anche che, se il giocattolo è stato realizzato ben 8 anni (e una guerra) dopo la comparsa del modello vero, era ancora una carrozzeria di grande impatto stilistico.

Si tratta quindi della Mercury N°2 "Farina" in scala 1/40 del 1948.



[Edited by gtv2000 1/4/2018 6:57 PM]
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1/4/2018 6:56 PM
 
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Che per un giocattolo del 1948 sia decisamente assomigliante, lo si puo' ben vedere confrontandola con le foto d'epoca dell'originale (telaio 913007).



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1/4/2018 6:59 PM
 
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Alla stessa epoca, la Mercury aveva fatto anche una versione piccola (1/77 circa) dello stesso modello, assai più facile da trovare, e che avevo già in collezione da parecchi anni.

Eccole quindi riunite.

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1/4/2018 7:01 PM
 
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I fondini recitano i numeri di catalogo, quantomeno per la grande. In realtà, il N°41 della piccola non è riferito al modello, ma ad un intera confezione di piccoline simili, in quanto vari modelli diversi recano tutti lo stesso "41".

Di queste "41" avevo già accennato quasi un anno fa.

[Edited by gtv2000 1/4/2018 7:10 PM]
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1/11/2018 4:45 PM
 
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Ora, saltando il passo dalle obsoleti allo standard attuale del modellismo, l'aver trovato questa Mercury Farina ha riacceso il mio interesse per questa 6C2500S Farina dallo stile eccezionale.

Prima avevo fatto caso ad un esempalre della versione ABC passata all'asta. Ma a guardarla bene, mi convinceva solo a metà.

Invece, ricordavo che tra i modelli esaminati a casa di Elio quest'estate, la 6C2500S Farina di EMC mi aveva colpito per il grado di rifinitura. Avevo già la 6C1750 Figoni della stessa EMC, che mi è sempre sembrato un modello ineccepibile. Sulla 2500 avevo nicchiato perché costosa.

Ora, a trvarla un po' meno cara del prezzo ufficiale, ho ceduto alla tentazione di metterla accanto alla Mercury.

Ecco il risultato

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